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Visualizzazione post con etichetta salario garantito. Mostra tutti i post
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giovedì 22 ottobre 2009

eco al fatto


noblògin' da spazio a questa bella iniziativa de Il fatto quotidiano:
21 ottobre 2009
Il Fatto Quotidiano prende sul serio le parole del ministro dell'Economia Giulio Tremonti e lancia un'iniziativa invitando tutti i lavoratori precari che da anni si destreggiano tra i ricatti dei contratti a termine (quando si è fortunati), dei contratti a progetto, dei co.co.co., del lavoro a chiamata e dell'arcipelago delle partite Iva.

Scrivete al ministro Tremonti e per conoscenza al nostro giornale, raccontate la vostra condizione di lavoratori precari e chiedete a gran voce il vostro posto fisso.

Per lettera 
Ministro dell'Economia
Giulio Tremonti
Ministero dell'Economia e delle Finanze
via XX Settembre, 97 - 00187 Roma

Per email 
ufficio.stampa@tesoro.it
Oppure scrivi a Tremonti sul suo sito internet cliccando qui

Mettete in copia (nel campo cc) anche il nostro giornale con questo indirizzopostofisso@ilfattoquotidiano.it

Pubblicheremo una selezione delle vostre lettere su Il Fatto Quotidiano.
Nota bene: per motivi di praticità vi chiediamo di mandare testi brevi. In questo modo riusciremo a dare spazio a più lettere. Vi aspettiamo.

mercoledì 30 settembre 2009

the dark side of the moon

nell'ultimo post del blog visto da quaggiù, il guru racconta una bella storia, con tanto di lieto fine, associando il volto migliore del capitalismo e della globalizzazione al merito, all'intraprendenza e alla lungimiranza: da un lato quelle dell'impresa che ha reso pubblico - mettendolo in rete - un suo strumento di lavoro (un software, se ho capito bene) chiedendo in cambio a chi fosse in grado di farlo di proporre modelli per migliorarlo. dall'altro lato il merito, l'intraprendenza e la lungimiranza di chi ci ha provato, c'è riuscito e per questo è stato premiato con una cerimonia e forse un'assunzione. tutto questo è messo a confronto con il volto peggiore del capitalismo, la chiusura, l'immobilità, la pigrizia e l'avarizia del capitalismo nostrano, rappresentato nell'esperienza del guru dalle poste italiane.
il post si chiude nel segno di un'amara rassegnazione, richiamandosi ancora all'esperienza personale: "Che dire ... io sono cresciuto ascoltando "o' salario garantito" dei 99 posse ;-)". qui guru rischia di confondere l'arroccamento sulle posizioni acquisite delle aziende o il "postofissismo" dei garantiti con la giusta lotta per gli ammortizzatori sociali, condotta da chi inevitabilmente, ripeto, inevitabilmente, rimane fuori dal circuito produttivo e occupazionale capitalistico. nell'esempio della netflex, a fronte dei sette premiati, dobbiamo immaginare un numero imprecisato di persone che ci hanno provato senza essere scelti e premiati. più in generale, il volto migliore e quello peggiore del capitalismo sono pur sempre capitalismo e mostrano del capitalismo comunque soltanto il lato illuminato. il lato oscuro è pieno di disoccupati, licenziati, lavoratori in nero, precari, esclusi... esclusi necessariamente da un sistema economico che non prevede e non può prevedere tra le sue priorità quella di occuparsi degli inutili o dei peggiori. per rimanere all'attualità, nel primo semestre 2009 si calcolano in Italia 580mila posti di lavoro in meno rispetto all'anno precedente.
il salario garantito non è affatto in contraddizione con la prospettiva adottata dalla netflex, perchè entrambi si fondano sul superamento dei concetti di lavoro e proprietà tipici della prima e seconda rivoluzione industriale. il sistema economico globalizzato, tecnologico, virtuale, delocalizzato e globalizzato in cui viviamo non ne ha più bisogno. il peggior nemico di microsoft non è apple, ma il mondo del software open source, che è più veloce e creativo proprio perchè rinuncia alla proprietà dei codici e si alimenta del lavoro libero di migliaia di programmatori. stesso discorso per le innumerevoli iniziative legate al copyleft, alle licenze creative commons o simili.
il punto è questo: se da un lato è giusto che le aziende trovino gli strumenti e le strategie per ridurre i costi e massimizzare i risultati, dall'altro lato non è più pensabile, se mai lo è stato, che in un mondo in cui lavora solo chi è migliore... possa guadagnare (leggi sopravvivere) solo chi lavora.