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Visualizzazione post con etichetta parole. Mostra tutti i post
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mercoledì 16 dicembre 2009

problemi del paese

Il numero delle persone in cerca di lavoro è di 2.004.000, in aumento del 2% (39.000 persone) rispetto a settemb... ehi, guardate là! Un immigrato clandestino!

domenica 20 settembre 2009

ignoranti


Uno sguardo ai risultati dei test di ammissione alle facoltà universitarie suscita - o almeno dovrebbe suscitare - un certo allarme. A quanto pare, le nuove matricole (al pari di quelle vecchie - ndn) non conoscono la geografia, la letteratura, la storia, non sono molto preparati in matematica e nelle scienze, hanno pochissima confidenza con le lingue, ignorano l'esistenza o la funzione di istituzioni fondamentali della nostra società... ma quel che è più grave, è che hanno serissimi problemi a comprendere i testi: conoscono pochissime parole, faticano a seguire periodi un po' più lunghi o articolati del solito, colgono solo gli elementi superficiali del discorso. E' facile immaginare quali possono essere i livelli nella scrittura.
Si può discutere sull'opportunità del numero chiuso e sulla reale efficacia dei test per la selezione dei candidati, ma la questione che si pone qui è delle più serie: "Se le matricole oggi non sanno dov'è il Mar Nero, pazienza - dice la preside di Lettere dell'ateneo fiorentino, Franca Pecchioli - glielo insegneremo strada facendo. Ma se non sono in grado di seguire quando parla un docente durante una lezione, allora è più grave".
Ciò che è grave è che la scuola italiana non garantisce a chi la frequenta di acquisire le minime competenze di cittadinanza: si badi, non solo per diventare medico, o ingegnere, o avvocato, bensì, soprattutto, ciò che serve a qualunque cittadino che voglia leggere un giornale, un libretto di istruzioni, una legge, un verbale, un contratto, una comunicazione o qualsiasi altra cosa.
Naturalmente è facile riconoscere le responsabilità di docenti e dirigenti, e spesso a ragione, e sarà facile utilizzare questi argomenti per giustificare ulteriori tagli (comunque indiscriminati) alla scuola pubblica. Ma la situazione richiede un'analisi più articolata. Crediamo.
Per esempio, anche senza scomodare vecchie storie di grandi vecchi e giovani grembiulini col compasso, se si prova a collegare per un attimo questi dati sulla preparazione delle matricole alle politiche dei governi degli ultimi decenni in tema di educazione e scuola (tagli, riforme guazzabuglio, sterili discussioni su crocifissi e ombelichi scoperti, precariato cronico, esami di dialetto...); se si prova poi ad inserire questo rapporto all'interno di un quadro culturale generale, in cui la televisione rappresenta la principale fonte di informazione e intrattenimento della popolazione e se si tiene conto inoltre della qualità della nostra televisione... chi si potrà ancora stupire dei risultati dei test?
Garantire il diritto all'istruzione, cioè alla capacità di usare le parole e quindi di capire - o almeno di provare a capire - quel che ci succede intorno, è la condizione essenziale per il realizzarsi di tutte quelle belle parole come democrazia e libertà con le quali questa gente ci chiede di votarli.
E tuttavia la situazione appare radicalmente rovesciata: solo in quanto non ci assicurano questo diritto fondamentale, possono essere sicuri che continueremo a votarli. Geniale!



giovedì 17 settembre 2009

come Brecht


anche noblogin' è un farabutto!



Il rogo dei libri

Bertolt Brecht (trad. di F.Fortini)

Quando il regime ordinò che in pubblico fossero arsi

i libri di contenuto malefico e per ogni dove

furono i buoi costretti a trascinare

ai roghi carri di libri, un poeta scoprì

- uno di quelli al bando, uno dei meglio - l'elenco

studiando degli inceneriti, sgomento, che i suoi

libri erano stati dimenticati. Corse

al suo scrittoio, alato d'ira

e scrisse ai potenti una lettera.

Bruciatemi!, scrisse di volo, bruciatemi!

Questo torto non fatemelo! Non lasciatemi fuori! Che forse

la verità non l'ho sempre, nei libri miei, dichiarata? E ora voi

mi trattate come fossi un mentitore! Vi comando:

bruciatemi!


giovedì 3 settembre 2009

mercoledì 22 luglio 2009

le parole che non ti ho detto

Conseguenza delle sue premesse - o forse soltanto prigioniero della sua cattiva coscienza - noblogin' ha taciuto a lungo. In altre faccende affacendato, tuttavia, silenziosamente, non ha potuto non vedere:
ha visto i giornali di tutto il mondo scandalizzarsi solo per qualche festicciuola del presidente del consiglio e ha visto lui -giustamente- fregarsene: Che sarà mai? ci sarebbe ben altro di cui scandalizzarsi (corruzione, evasione fiscale, associazione mafiosa e massonica, conflitto d'interesse ....), ma nessuno mi dice niente! Così ha pensato il presidente prima di andare sereno a cena -anche- con gli altri "grandi" della terra, a raccontare e farsi raccontare, sulle macerie d'abruzzo, di impegni per il clima e per l'occupazione, ecceteraecceteraeccetera;
ha visto deputati cantare impunemente con gli amici cori razzisti alla sagra di partito;

ha visto un parlamento succube della fiducia all'imperatore, approvare, in nome della sicurezza, leggi ancora più razziste dei cori del deputato;
ha visto moltiplicarsi disoccupati e cassintegrati, precari rimanere a casa, imprese grandi e piccole chiudere i battenti, mentre i ministri continuano a vantarsi di numeri inesistenti e ad affermare La crisi non esiste, insomma, è già passata, diciamo che ha rallentato... voi comunque dovete essere ottimisti, comprate!;
ha visto un paese intero struggersi e frignare patriottici discorsi per un Nostro militare caduto nell'esercizio del suo dovere e contemporaneamente continuare a fregarsene di fronte alla carneficina dei morti sul lavoro;
ha visto una rivoluzione in iran e un colpo di stato in honduras (o viceversa!) ed è sembrato di tornare indietro di trent'anni.
ha visto, noblogin', questo e altro. ha visto e ha taciuto: ma cosa mai avrebbe potuto dire?

lunedì 18 maggio 2009

guarda caso!

Mentre il ministro alla difesa annunciava che l'Onu non conta un fico secco, il ministro degli interni faceva lo spiritoso e - giocando col suo cognome e quello del capo della polizia - affermava gongolante che per picchiare duro contro l'illegalità servono maroni e manganelli.
Guarda caso... proprio quel che stavo pensando anch'io:
siamo nelle mani di coglioni e fascisti!

domenica 10 maggio 2009

per fortuna


La norma che avrebbe obbligato i presidi a denunciare i bambini senza permesso di soggiorno è stata stralciata dal provvedimento del governo.
Bene. Ma la sostanza cambia poco. O nulla.
Poche settimane fa l'Italia, come altri paesi, aveva rifiutato di partecipare al forum di Ginevra sul razzismo, il cosiddetto Durban 2. Aveva rifiutato di sedere al tavolo con Mahmoud Ahmadinejad, ritenuto razzista, xenofobo, antisemita. Bene, se non fosse che, in quegli stessi giorni, i nostri ministri erano impegnati in una contesa diplomatica con Malta circa una nave carica di migranti, che nel frattempo sono stati lasciati in mezzo al mare: una donna incinta è morta senza che nessuno se ne sia vergognato... anzi, questa settimana già per due volte il Ministro Maroni ha rimandato in Libia più di cinquecento persone, quasi tutti nigeriani, etiopi, eritrei e somali, in fuga dalla guerra, dalla fame e dalle persecuzioni, rifiutando loro il diritto di asilo (anzi, rifiutando loro addirittura il diritto di chiedere asilo), affermando che "il respingimento" sarebbe in linea con le norme italiane, europee e internazionali. Non è vero!
Temo invece che sia vero quel che dice il presidente del consiglio: che la maggioranza degli italiani approva e apprezza e anzi tira un sospiro di sollievo. Gli italiani non vogliono una società multietnica.
Temo, appunto, che abbia ragione. Ma mica perchè gli italiani siano razzisti: noi non siamo razzisti. Per fortuna lo sanno tutti che noi non siamo razzisti... altrimenti pensa un po' che figura che ci faremmo con ahmadinejad!

mercoledì 18 marzo 2009

virus letali

Evidenze scientifiche ormai al di sopra di ogni discussione confermano che il virus dell'HIV si trasmette attraverso il trasferimento di materiale organico (e in particolare sangue e sperma) da un soggetto all'altro.
Affermare che il preservativo, non solo non serve a evitare il contagio, ma addirittura favorisce il diffondersi dell'epidemia, è contrario alla scienza prima ancora che al comune buon senso.
Indirizzare questa affermazione alle popolazioni africane significa assumersi una responsabilità morale e storica che solo il papa, effettivamente, potrebbe permettersi.

sabato 7 febbraio 2009

parole

Dittatura è uno stato che pretende di comandare a tutti, anche alle parole: chiamando legge l'abuso di potere, giustizia l'arroganza dell'interesse privato, moralità la meschina vanità dei potenti. 
La dittatura chiama se stessa libertà e dice statalismo la difesa del diritto.
Il fascismo è una dittatura che ha trovato un capo dello stato disposto a sottoscrivere e la maggioranza del paese disposta ad obbedire alle parole del duce: solo grazie a questo, il fascismo ha potuto modificare la costituzione, ammutolire l'opposizione, intimidire i giudici, picchiare, confinare, eliminare i disobbedienti.